Adotta un’arnia con la tua classe!

Adottare un’arnia con la propria classe, un’avventura per scoprire :

  • Il ruolo sociale e ambientale delle Api e dei Pronubi: il valore della biodiversità scoperto tramite l’apprendimento della funzione ecosistemica svolta dagli insetti pronubi.
  • Il lavoro dell’Apicoltore: apicoltore e api, smielatura ed estrazione del miele.
  • I prodotti dell’alveare, i diversi tipi di miele (monoflorale e uniflorale), la propoli.

L’insegnante può costruire un programma di apprendimento durante il ciclo scolastico.

La classe può dare un nome all’alveare che verrà scritto sull’Arnia. L’apicoltore invierà le foto della famiglia di api durante le varie fasi della stagione apicola (preparazione invernale, controlli invernali, preparazione primaverile, nascita di nuove famiglie, raccolta di polline e nettare, fioriture …). Oltre alle foto verranno inviati materiali all’insegnante da usare in classe (storie, ricette).

Possibilità di visita alla Mieleria per incontrare Leo l’Apicoltore e scoprire il suo mestiere. La visita ha una durata di circa un’ora con assaggio di miele e consegna dei prodotti dell’arnia adottata.

I Vasetti avranno l’etichetta con il nome della classe. Se non fosse possibile venire in Mieleria l’apicoltore consegnerà i prodotti dell’alveare a scuola e saluterà gli studenti/esse.

Scarica la proposta in pdf Adotta un’arnia_azagricolaFEFA

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Una nuova stagione ha inizio

Una nuova stagione apistica è iniziata!

Già da qualche settimana stiamo facendo visita ai nostri apiari, controllando lo stato delle famiglie in uscita dell’inverno, formando nuove famiglie di api che avranno l’opportunità di crescere con le fioriture in arrivo.

Le nuove famiglie hanno bisogno di nuove regine che nascono e fanno il loro “volo nuziale” e poi iniziano a deporre le uova per una nuova generazione di api!

Incrociamo le dita, fino a qui tutto bene!

Miele Cristallizzato!

Qualche informazione sulla cristallizzazione del #miele

Come ci spiega l’osservatorio nazionale del Miele i mieli sono liquidi al momento dell’estrazione, ma successivamente nella maggior parte dei casi, in un tempo che varia da pochi giorni ad alcuni mesi, cristallizzano.

La cristallizzazione non è un difetto, ma è un processo naturale, che non comporta variazioni se non di aspetto.

Il miele è fatto a partire dal nettare e nel nettare sono sempre presenti due tipi diversi di zucchero: fruttosio e glucosio. Se prevale il glucosio il miele cristallizza più velocemente, al contrario rimarrà più liquido se prevale il fruttosio.

Quindi la cristallizzazione si sviluppa in modo variabile nei diversi tipi a seconda della composizione, e quindi dell’origine del nettare/fiore, ed è dovuta principalmente al fatto che la maggior parte dei mieli contengono disciolti più zuccheri di quanti ne possano mantenere stabilmente in soluzione (soluzione sovrassatura).

La cristallizzazione è poi influenzata anche dalle temperature di conservazione e da altri fattori di tipo meccanico e fisico.

L’evoluzione naturale in quasi tutti i mieli è quindi quella in cui gli zuccheri in eccesso, soprattutto glucosio, precipitano sotto forma di cristalli.

La cristallizzazione è quindi più rapida nei mieli più ricchi di glucosio (tarassaco, girasole, colza). Il miele di Edera ad esempio tende a cristallizzare quasi immediatamente, a volte addirittura nei favi. Il miele di Ailanto tende a cristallizzare naturalmente in pochi mesi.

Nei mieli poveri in glucosio e ricchi in fruttosio (acacia, castagno, melata), invece, non interviene o si sviluppa tardivamente e in maniera incompleta (mieli velati o pastosi, ma non compatti).

La cristallizzazione è velocizzata anche da temperature fresche (14 – 16° C), mentre temperature molto basse (da congelatore) o calde (estive) la bloccano.

Anche la tipologia dei cristalli è diversa. Alcune varietà di miele si presentano con cristalli grossi misti a miele liquido, ruvidi in bocca e che talvolta solleticano la gola. Altre varietà invece presentano una micro cristallizzazione. Il miele diventa perciò come una crema. Ovviamente fra i due estremi esistono tutte le sfumature.

Il miele cristallizzato può essere riportato eventualmente allo stato liquido per mezzo di un opportuno riscaldamento (a bagnomaria a temperatura non superiore a 40′ C). Ma ricordiamoci che il miele riscaldato troppo perde le sue proprietà e qualità!

Ma può essere ancora più interessante abituarsi all’uso di miele cristallizzato! Questa forma fisica rende forse il miele meno comodo da prelevare e da sciogliere, ma non cola, ed è molto più piacevole da consumare poiché viene percepito meno dolce e più fresco al palato.

Il nostro consiglio è di mangiare il miele come lo presenta la natura, liquido quando lo è e cristallizzato quando lo diventa!